9 minuti e 1/2

Blog di resistenza umana e di raccolta di minuti utili e produttivi per una scuola migliore
giovedì, 11 dicembre 2008

sabato 13 dicembre
santa lucia
alle ore 18
Ovunque tu sia...
 
spegni per un minuto una luce non indispensabile
e accendi una candela
 
un gesto simbolico per esprimere dissenso e preoccupazione
contro la destrutturazione della scuola pubblica
e contro la riduzione quantitativa
e qualitativa dell’offerta formativa
per i bambini, per i giovani e per le famiglie
 
Vedi volantino negli allegati
postato da: azanchini alle ore 15:23 | link | commenti (1) | commenti (1)
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giovedì, 13 novembre 2008

Secondaria superiore: la relazione del governo alle camere tra bugie, svarioni e (forse) qualche marcia indietro

E’ stata pubblicata in questi giorni sul sito della Camera dei Deputati la relazione del governo alle commissioni parlamentari sull’attuazione del piano programmatico e sui regolamenti per la sua attuazione.
Per quello che riguarda la secondaria superiore si notano alcune novità rispetto all’incontro sui licei svoltosi alcune settimane fa. Ma numerose sono anche le imprecisioni e approssimazioni, taluna sconfinante nella bugia.
Quale orario per il Liceo Artistico?
La novità più rilevante potrebbe riguardare i Licei Artistici che verrebbero portati a 34– 35 ore (rispettivamente per biennio e triennio) rispetto alle 32 preannunciate.
Ferma restando la verifica delle discipline “salvate”, saremmo di fronte ad una marcia indietro rispetto a una formulazione a 32 ore, che alcune settimane fa veniva data con molta sicurezza e fermezza dai responsabili politici del ministero, un po’ meno da dirigenti e funzionari ministeriali consci della difficoltà di chiudere le discipline di pratica artistica dentro spazi di una o due ore giornaliere.
Non di meno le 34-35 ore non risolvono del tutto il problema. Esse avvicinerebbero l’orario attuale a quello a suo tempo previsto dai piani orari della Moratti, i quali tuttavia erano stati anch’essi contestati dai diretti interessati proprio per la ragione di una eccessiva riduzione e frantumazione degli orari delle discipline artistiche.
Inoltre non si capisce perché il Liceo Musicale-Coreutico, che ha gli stessi problemi di discipline pratiche del liceo artistico, sia stato mantenuto a 32 ore.
Bugie sui laboratori dell’istruzione tecnica
Ma anche le bugie non mancano in questa relazione, in particolare per quello che riguarda gli istituti tecnici. A un certo punto, tra le metodologie formative, vi si legge infatti “potenziamento dei laboratori”. Se non che i laboratori degli istituti tecnici prevedevano finora 1188 ore in un quinquennio (tralasciando alcuni indirizzi particolari, come gli aeronautici ad esempio, che ne prevedevano anche di più) mentre sappiamo nelle elaborazioni dei nuovi piani orari si oscilla tra le 891 ore, nella migliore delle ipotesi, e le 594, nella peggiore.
Come si faccia a potenziare i laboratori nell’ambito delle metodologie didattiche riducendone le ore il Ministero ce lo deve spiegare!
Equivoci sull’istruzione artistica
Anche un linguaggio approssimativo può favorire una comprensione equivoca: dire che “nel Liceo Artistico sono riuniti tutti gli indirizzi artistici e le sperimentazioni attualmente esistenti”, non è la stessa cosa che dire che tutti i licei artistici confluiranno nei tre indirizzi del nuovo Liceo Artistico, cosa che realmente avverrà. I tre indirizzi sono ben lungi dal corrispondere alla variegata realtà dell’istruzione artistica secondaria, tanto più se questa dovesse assorbire, come sembra, anche gli Istituti d’Arte: il meccanismo reale sarà chiusura degli indirizzi attuali e apertura dei nuovi tre indirizzi. Altro che “riunire”!
Svarioni sul sistema scolastico
E nella relazione non mancano gli svarioni: ad un certo punto leggiamo infatti dell’esistenza in passato dei “Licei Magistrali” (sic!). Forse qualcuno dovrebbe insegnare a chi attualmente occupa il Ministero dell’Istruzione un po’ di storia della scuola italiana: capirebbe così che sono esistiti Istituti magistrali e Scuole magistrali ma non Licei magistrali!

Svarione meno grossolano e più insinuante è invece il fatto che la relazione parli apertamente di sistema dei licei e sistema dell’istruzione tecnico-professionale, con un lessico certo coerente con la modalità adottata da questo Ministero per affrontare i tagli attribuendo a due uffici diversi il compito di intervenire sui due settori, ma non coerente con la legge 40/2007 che prevede un unico Sistema dell’istruzione secondaria superiore.
Anche il lessico ha la sua importanza, soprattutto quando ad usarlo sono un governo e una maggioranza che ad ogni piè sospinto dimostrano di avere la mania della separazione degli alunni in classi, scuole e sistemi scolastici diversi.

Roma, 10 novembre 2008. Fonte FLC-CGIL
postato da: azanchini alle ore 07:55 | link | commenti (2) | commenti (2)
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martedì, 04 novembre 2008

Incontro

Avviso ai naviganti!

Mercoledì' sera alle 18.00 presso la sede della CGIL di Forlì
è programmato un INCONTRO
del Comitato Precari Scuola della Provincia di Forlì Cesena.


Durante la riunione si discuterà delle azioni da intraprendere per mantenere viva l'attenzione dei cittadini sulle decisioni del Governo (si veda Legge Gelmini) in materia di Scuola Pubblica e Università.
Sono invitati a partecipare tutti i cittadini interessati al futuro della nostra scuola pubblica.
Si ricorda che l'incontro, così come il Comitato Precari, non ha nessuna etichetta di tipo politico.
La scelta della sede è legata ad esigenze di spazio e alla gentile ospitalità della CGIL di Forlì.
postato da: azanchini alle ore 13:21 | link | commenti (1) | commenti (1)
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venerdì, 31 ottobre 2008

Giovedì 30 ottobre: LA LEZIONE IN PIAZZA

Lezione e non solo manifestazione. Scioperanti e non scioperati. Tanti. Non importa quanti, o meglio importa ben poco ai fini dei contenuti. Certo è che il colpo d'occhio su Piazza del Popolo e sulle vie gremite di gente è impressionante.
Roma è stupenda, i cortei sono colorati e pacifici, l'ordine non è imposto ma condiviso da tutti, da chi sciopera e da chi vigila. Si teme di più la pioggia degli scontri.
Il clima migliore per ascoltare e farsi ascoltare. Ascoltare non solo i rappresentanti dei sindacati che parlano dal palco, ma anche e soprattutto chi cammina nel corteo, chi racconta la propria storia di precario, o di studente, o di genitore, preoccupato per i figli che questa scuola la vivono e la vivranno molti giorni.
Chi cresce nella scuola è qui a Roma o nelle altre piazze d'Italia. Chi cresce non solo professionalmente, ma anche e soprattutto umanamente.
E' qui per costruire la lezione come dovrebbe essere in ogni aula di scuola.
Oggi la lezione è diffusa nelle strade e attinge i suoi contenuti direttamente dalla vita reale. Oggi il confronto non è televisivo, ma è costruito sulla vita quotidiana di tutti, su difficoltà, entusiasmi, paure, speranze. Oggi la realtà è fisica, non virtuale, una realtà di teste, volti, braccia e gambe di persone che, nonostante il voto di mercoledì, hanno scelto di esserci e di riaffermare il valore del proprio ruolo nella scuola.

Ecco, allora, perchè non è solo una manifestazione contro, ma soprattutto una lezione per.
Una lezione per tutti quelli che pensano che si vada in piazza solo per protestare e non anche per testimoniare. Oggi il significato più profondo è proprio nella volontà di testimoniare la propria presenza e le proprie idee.
Nessuna speranza di bloccare l'iter che da Decreto Gelmini porta a Legge dello Stato. L'iter ci ha anticipato, si è concluso il giorno prima.
Tante speranze invece di testimoniare che esiste un dissenso profondo, una volontà di cambiamento che nasca da una riflessione matura e dal confronto.
Chi è in piazza chiede il confronto democratico, non lo scontro.
Chi è in piazza ha la necessità di rendere visibile questa volontà anche a chi tace ma non sempre acconsente.
La lezione che arriva dal basso è quella di un paese che sa ancora testimoniare la propria volontà di cambiamento, che sa portare gli striscioni e le bandiere non per demolire l'avversario, ma per chiedere di poter partecipare alla costruzione democratica di una scuola e di una società migliori.
Oggi si è portata in piazza la nostra testimonianza di cittadini. Il canto dell'inno nazionale durante la manifestazione deve testimoniare la volontà ferma di proclamare il proprio ruolo di cittadini partecipi nella vita di ogni giorno.
Questo deve essere l'inizio di un risveglio, un segnale necessario per scrollarsi di dosso la polvere accumulata durante la nostra pigra accettazione e la comoda, ma colpevole, routine della delega della soluzione del problema scuola.
La lezione è per tutti e va al di là delle interpretazioni e delle appartenenze politiche.
Qui si tratta di partecipazione attiva, di riconquista del ruolo consapevole di cittadino. Qui si tratta di abbandonare lo slogan facile e banale in nome della riflessione e del dialogo approfonditi, di rifiutare il qualunquismo e la faciloneria in nome dell'impegno e della responsabilità.

La scuola dovrebbe essere questo per i nostri figli: il luogo dove si mettono a disposizione con metodo il tempo, le conoscenze e la protezione per divenire cittadini consapevoli e pronti per agire nel mondo.
Se noi non continuiamo a chiedere questo diritto per i nostri figli e non continuiamo a lottare ogni giorno perchè questo diritto sia condiviso e tutelato, saremo noi stessi a dichiarare il fallimento nostro di cittadini, della scuola e della società intera.
postato da: azanchini alle ore 16:47 | link | commenti (1) | commenti (1)
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mercoledì, 29 ottobre 2008

Il Decreto Gelmini è Legge dello Stato

Il Senato ha approvato in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti.
Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge.

Ora, come prima e più di prima, è necessario il nostro impegno!

Aderiamo allo sciopero nazionale di domani 30 ottobre!
Insieme: insegnanti, studenti, famiglie e cittadini!
Insieme per esprimere il proprio dissenso
e diventare parte attiva nel salvataggio della scuola pubblica!

Continuiamo la nostra azione per una scuola migliore!
postato da: azanchini alle ore 14:45 | link | commenti (1) | commenti (1)
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domenica, 26 ottobre 2008

GRAZIE!

Grazie
a tutti i presenti alla pedalata di sabato pomeriggio nel centro storico di Forlì per aver dedicato tempo ed energia vitale alla manifestazione di protesta,
ai precari della scuola e dell'università, alle famiglie, agli studenti e ai bambini, agli amici che hanno pedalato insieme a noi,
a tutti quelli che hanno letto il volantino e riflettuto su cosa sta per accadere alla scuola pubblica, all'università e alla ricerca in Italia,
a tutti quelli che hanno atteso, con pazienza o meno, in auto dietro al nostro corteo, nella speranza che la prossima volta escano in bici e che traggano spunti di discussione costruttiva dalla nostra azione,
ai cittadini che hanno la forza e la volontà di ascoltare e mettersi in discussione per una società migliore.

A tutte queste persone va il nostro grazie e il nostro invito a continuare a vigilare su ciò che accade nel nostro paese, a partecipare alla costruzione delle idee e delle scelte che modellano la nostra società, a dedicare almeno nove minuti e mezzo di tempo al giorno per realizzare e vivere insieme una scuola migliore.

Continuate a seguirci sul blog!
postato da: azanchini alle ore 16:46 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 22 ottobre 2008

...e l'università?


Per tutti coloro che vogliono interessarsi a ciò che sta succedendo all'università italiana allego questa mail con la preghiera di leggere e diffondere..


Il nuovo governo, approfittando dell'estate, ha approvato il 25 giugno con la fiducia un decreto (poi legge 133) che modifica profondamente la struttura dell'università:
1. Ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università. per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura.
Altrimenti:
2. Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno.
 
PERCHÈ DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE?
3.Per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti, che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l'anno, sul modello delle università americane.
Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi.
Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!!
 
E IL FUTURO?

4. Università di serie A e di serie B in base alle disponibilità economiche degli studenti, quindi titoli di studio dal differente peso e possibile perdita del valore legale di questi.

I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondire le conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da governi sia di destra che di sinistra di anno in anno, che minacciano quella che DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITÀ LIBERA PUBBLICA E DI MASSA.
Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i corsi quest'anno non partono per protesta, ma un problema così grave è ancora poco conosciuto.
Infatti il problema più grave è che nessuno sa niente, i media non ne hanno parlato, se non per screditare a titolo di 'minoranza' chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge!
Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione, sia chiaro!!) per far sapere, perché tutto questo non passi indifferente!!
 
AIUTACI! L'UNIVERSITÀ NON È SOLO DEGLI STUDENTI MA DI TUTTI!!!!
 
FAI GIRARE QUESTA MAIL A TUTTI I TUOI CONTATTI, anche se non studenti, è importante che tutti sappiano e se ne parli!!
 
DOCUMENTO UFFICIALE: il decreto legge 112/08 articolo 16 Gazzetta Ufficiale ( http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm )
 
Questa non è una protesta politica ma nell'interesse di tutti Aiutaci a mobilitare tutti perché questo decreto potrebbe cambiare irrevocabilmente l'aspetto dell'istruzione italiana e quindi del paese.
 ..UN POPOLO IGNORANTE E' PIU' FACILE DA COMANDARE!!.
.noi non diventeremo le loro pecore!!..
postato da: azanchini alle ore 09:54 | link | commenti (4) | commenti (4)
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martedì, 21 ottobre 2008

“PRECARI A SPASSO”… IN BICI

Sei un precario della scuola? Un insegnante preoccupato per il futuro della tua professione? Hai figli nella scuola pubblica? Sei uno studente?

Partecipa sabato 25 ottobre alla pedalata di resistenza umana nel centro di Forlì, per informare e sensibilizzare i cittadini sui contenuti drammatici del Piano Programmatico del Governo in materia di Scuola Pubblica..

Partenza:
Sabato 25 ottobre ore 17.30 da P.zza Saffi
davanti a San Mercuriale

Vieni con
1 bicicletta
1 giubbotto fosforescente (visto che la Scuola è diventata un’emergenza…)
fischietti, copricapo, fantasia e creatività…

per dire NO al massacro della Scuola Statale


Comitato Precari Scuola Forli-Cesena     http://noveminutiemezzo.splinder.com



postato da: azanchini alle ore 12:49 | link | commenti | commenti
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domenica, 19 ottobre 2008

Vi propongo un articolo di Gerhard Mumelter, corrispondente dall'Italia del quotidiano austriaco Der Standard, pubblicato su Internazionale n. 762 19/25 settembre 2008

PICCOLE RIFORME CHE NON SERVONO
Maestro unico, grembiule, voto in condotta: novità insignificanti che non risolvono la crisi della scuola. E svelano la mancanza di un progetto educativo.
    Dopo il medico Giuseppe Fioroni, l'avvocato Mariastella Gelmini. l'eterno cantiere della scuola italiana non nega l'apprendistato a nessuno. Gli italiani si sono rassegnati all'idea  che le competenze specifiche si richiedono solo ai comuni mortali, non certo ai politici. E tanto meno alla variopinta schiera di ministri che negli ultimi decenni si è cimentata con impeto sfrenato sulla scuola del bel paese.
    Come non ricordare il ministro berlusconiano Francesco D'Onofrio che si dilettò a farsi fotografare vestito da giardiniere e abolì gli esami di riparazione garantendo la promozione a quasi tutti? Da allora è stato un continuo susseguirsi di leggi, decreti, misure, ordinamenti, circolari e promesse. Una carosello in cui ognuno ha corretto la riforma dell'altro.
    Con risultati notevoli: nel famoso test Pisa la scuola  italiana è scivolata al 37° posto tra cinquanta paesi , superata anche dall'Azerbaigian. Un andazzo che appartiene al passato. Perchè ora la musica cambia. Dopo le famose "tre i", i cicli scolastici e i crediti formativi, una nuova stella sta illuminando l'orizzonte opaco dell'istruzione. Tra i polverosi banchi di scuola irrompe l'uragano Mariastella, dall'incontenibile forza riformatrice, che promette la madre di tutte le riforme. In una delle sue molte interviste Gelmini confessa il suo debole per il tipo di maestro da libro Cuore.
   
    Una visione romantica che partorisce l'involuzione nostalgica verso il grembiulino. In tv è tornata la Carrà? Ebbene, nella scuola elementare torni il maestro unico. Tornino i voti e il cinque in condotta, elementi essenziali di una riforma che darà il vigore e linfa a quel malato cronico che è la scuola italiana.
Gelmini concede il suo impeto riformatore con il contagocce: lunedì annuncia la riduzione dell'orario settimanale, mercoledì il taglio al numero degli insegnanti, giovedì smentisce il suo sfogo contro la scuola meridionale, venerdì si sveglia con l'idea del liceo breve. Non passa giorno senza un annuncio. Chiede "una scuola che leghi allo studio la fatica e l'impegno", ma si presenta all'esame di abilitazione da avvocato proprio in quel meridione a cui imputa un livello scadente di istruzione.

    Quella di Gelmini ha tutti i connotati di una tipica riforma all'italiana: una macedonia di misure senza un progetto complessivo e organico del sistema educativo e senza un'idea sul modello di istruzione che serve alla società del futuro. È sintomatico che la zelante ministra non prenda di mira le medie o le superiori, ma il settore più sano ed efficiente dell'istruzione italiana: quello delle elementari, retto da migliaia di maestre e maestri che spesso ancora vedono nel loro lavoro malpagato una specie di missione. Bene avrebbe fatto Gelmini a interrompere per qualche giorno le sue esternazioni e a seguire il presidente Giorgio Napolitano nella visita in Finlandia. Avrebbe potuto vedere il miglior sistema educativo del mondo. Un sistema che non si occupa di grembiulini, ma ha prodotto un modello didattico esemplare e competitivo per un mondo globalizzato.
Gelmini si accontenta di un'altra idea di fondo: il risparmio. Ma il taglio di 87mila cattedre e la chiusura di alcune migliaia di scuole non risolveranno nessuno dei gravi problemi dell'istruzione. Il taglio selvaggio e indiscriminato di quasi 10 miliardi di euro a scuola, università e cultura accelereranno la crisi del sistema. Ovviamente la frenesia riformatrice con cui la ministra mette pezze qua e là nasce da un'acuta analisi della situazione: "In questi primi mesi di mandato mi ha molto colpito il senso di sfiducia e rassegnazione che la scuola suscita tra studenti, docenti e famiglie". Il rischio è che nei prossimi mesi sfiducia e rassegnazione aumentino notevolmente.
postato da: azanchini alle ore 14:36 | link | commenti (1) | commenti (1)
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domenica, 19 ottobre 2008

L'IPOTESI DI CALAMANDREI

Una riflessione di Piero Calamandrei, interessante e molto attuale.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Pubblicato nella rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950

 
postato da: azanchini alle ore 13:57 | link | commenti | commenti
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